| "Nel 1991, quando
Chiara ha lanciato l'idea dell'economia di comunione,
con mia moglie e mia figlia, abbiamo aderito a livello
spirituale: in quel periodo ero rimasto senza lavoro
e mi ero messo in proprio, ma il mio socio non condivideva
l'Ideale dell'Unita'.
Dopo diversi anni, nel 2000, egli mi propone di vendergli
la mia quota.
Poiché ero prossimo alla pensione, vendendo,
potevo aiutare con una parte del ricavato chi aveva
bisogno e per il resto vivere tranquillo con la mia
famiglia.
La cosa mi prendeva il cuore, quindi mi sono consigliato
in famiglia e con altre persone che condividono l'Ideale
dell'Unita', così alla fine, ho maturato l'idea
di acquistare, anziché di vendere.
Inaspettatamente il mio socio accetta dilazionando il
pagamento in 5 anni.
Evidentemente c’è un “disegno”
e la sfida é chiara: aderiamo pienamente al progetto
di economia di comunione lo inseriamo nello statuto
aziendale.
L'azienda va bene e fa utili tanto che finiamo sul libro
pubblicato dal “sole 24 ore” tra le migliori
50 aziende d'Italia.
Decidiamo di comperare il terreno e costruiamo il capannone,
che è di grandi dimensioni. Nel 200.... siamo
circa in 35 persone con un fatturato di 20 miliardi.
In quel periodo un imprenditore concorrente propone
l’acquisto della sua ditta. Parlandone in famiglia
e con i collaboratori emergono pareri discordanti: si
è titubanti sia per i costi del capannone in
costruzione, sia perché già esposti con
il socio precedente. In più, poichè la
mia famiglia è di provenienza contadina, non
abbiamo le disponibilità finanziarie per l'acquisto.
Dopo aver pregato e fatto pregare, provo a chiedere
a due banche sesono disposte a concederci un prestito
e con quali garanzie. Se le banche dovessero rispondere
negativamente, significherà che non è
da fare.
Con grande meraviglia, visto il momento economico, arriva
l'OK delle banche, addirittura senza chiedere garanzie.
È chiaro che la Provvidenza, vero socio,anche
se nascosto, delle aziende di EdC, procede oltre ogni
immaginazione.
A fine novembre chiudiamo l'acquisizione della ditta
con l'assunzione del personale. L'imprenditore concorrente,
che voleva lasciare, resta stupito della mia offerta
di restare come collaboratore e ne nasce una nuova amicizia.
Ora siamo in 60 e da alcuni mesi abbiamo traslocato
nella nuova sede. Questo ulteriore passo ha portato
con sé nuovi orizzonti e nuovi impegni: sono
prospettive vitali che l'artista Benedetto Pietrogrande
ha colto e sviluppato nell'opera policroma in vetro
che arreda l'entrata. Vogliamo che la nostra azienda
abbia un'anima e ciò dipende dalle risorse umane
e dai rapporti che si instaurano dentro e fuori l'azienda
stessa.
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