|
Così si aprono prospettive
che ci fanno scoprire la profondità delle nostre
radici e il valore della fiducia, sperimentare la condivisione
nel continuo comporsi di idee e talenti che ci fanno
crescere come comunità di lavoro attenta ai bisogni
di ciascuno.
Per questo, per poter stare più vicine ai figli,
abbiamo concesso il part-time ad alcune mamme.
Mia moglie, che aveva lasciato il lavoro per accudire
la mamma, oggi ha la possibilità di reinserirsi
accanto a mia figlia che si occuperà delle risorse
umane.
Il costruttore del capannone viene spesso a trovarci
perché, dice, vede che in azienda ci sono delle
persone sorridenti.
Ciò mi ha dato tanta gioia, perche' lo considero
un po’ il un frutto dell’ impegno a portare
in azienda l'armonia, nel rispetto delle competenze
delle persone.
Anche con i fornitori ed i clienti si è instaurato
un rapporto di amicizia, stima e fiducia reciproca che
ci aiutano a superare le difficoltà che non mancano,
come in tutte le ditte.
Se dovessi esprimere tutto questo con una immagine tratta
dal mio settore produttivo, penserei ad un faro che
per fare una luce buona e ben distribuita, ha bisogno
di un insieme di prismi, ognuno al proprio posto e con
un compito preciso, senza il quale ci sarebbero tanti
buchi neri e, in auto o in moto, si andrebbe a sbattere.
Con Giorgio Bombelli, un altro imprenditore di Economia
di Comunione, stiamo ora progettando di aprire insieme
una attività produttiva nel nascente Polo Lionello
a Loppiano, ma, la nostra esperienza al Polo Lionello
è già cominciata. Alla fine dello scorso
anno ho partecipato ad un corso di formazione per imprenditori
di 3 giorni, organizzato dalla EdC spa insieme alla
Rainbow Consulting .
È stata l’occasione per approfondire molti
aspetti della vita aziendale che, illuminati dall’esperienza
di Comunione, acquistano valore strategico nella crescita
dell’impresa.
La preziosità di questa esperienza mi ha portato
a farla ripetere alle persone che, alla ECIE, sono candidate
ad incarichi di responsabilità: da aprile, 11
manager e dirigenti, hanno cominciato a scoprire questa
novità e a rinforzare il loro sentirsi parti
attive di questa avventura.
È naturale adottare quello che Chiara ci dice:
“aumentare lo sviluppo tecnologico delle aziende
e far crescere le persone interne ed esterne a livello
spirituale”.
Non ultima, poi, c’è stata la spinta interiore
a “fare” per rispondere concretamernte ai
bisogni dei poveri che sono miei fratelli.
Per non dimenticarlo, sulla vetrata posta all’ingresso
dell’azienda, è rappresentato il pane che
si moltiplica, simbolo per eccellenza della condivisione
per promuovere sviluppo di impresa e cultura del dare."
|