"La storia
- Luisa
La storia della nostra azienda affonda le radici negli
anni del dopoguerra quando, in Val Seriana, nella bergamasca,
sorgevano le prime industrie tessili. Così è
stato anche per la nostra famiglia. Siamo nate e cresciute
in questo “humus” dove casa e lavoro diventavano
una cosa sola.
I redditi permettevano una vita semplice ma agiata,
proiettata al miglioramento e allo sviluppo della produzione,
attenta alle esigenze dei dipendenti e, per la profonda
formazione cristiana dei nostri genitori, aperta alle
problematiche sociali e generosa verso il prossimo,
specie il più bisognoso.
Con compiti e in tempi diversi ci siamo gradualmente
inserite nella gestione attiva dell’azienda che
produce coperte sia per grandi forniture quanto per
una clientela più esigente.
La novità
- Luisa
Eravamo sedute l’una accanto all’altra quando,
nell’estate del ’91, venivamo rese partecipi
del progetto di EdC lanciato da Chiara Lubich in Brasile;
all’unisono avevamo trovato la risposta concreta
a quell’anelito di condivisione che era in noi.
Lo spirito che anima l’EdC incideva sempre più
sullo “stile” del nostro lavoro, a partire
proprio dal “cuore” dell’azienda,
cioè dai rapporti tra noi.(…)
La nostra adesione all’Edc è coincisa anche
con il momento di scambio generazionale in cui il confronto
dei diversi pensieri e il dialogo dovevano trovare spazi
e tempi privilegiati rispetto al passato, quando le
scelte imprenditoriali dipendevano solo da qualcuno.
Il nostro condividere tutto, dalla programmazione del
lavoro alla creazione di nuovi articoli, dalla contabilità
ai rapporti con i clienti o i fornitori, fino ai problemi
personali dei nostri dipendenti e alle difficoltà
che sempre sono presenti nella vita lavorativa, pur
nella distinzione dei ruoli, è stato ed è
tuttora una palestra d’allenamento quotidiano
nel saper ascoltare l’altro, fino a rinunciare
alle proprie idee per trovarne poi, alla fine, una nuova
e illuminata nella quale ciascuno possa ritrovarsi.
La condivisione
- Franca
Una condivisione che non si è limitata all’ambito
delle relazioni interne all’azienda, ma si è
aperta a quegli imprenditori che, come noi, avevano
scelto di aderire al progetto Economia di Comunione.
In questo contesto, reciprocamente, ci si donavano le
gioie e le fatiche quotidiane, soprattutto si condividevano
le preoccupazioni, a volte anche le lacrime, che scaturivano
dall’assenza di prospettive per la difficoltà
di prevedere una ripresa dei mercati, in particolare
nel nostro settore.
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