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Eva:
Mi sono laureata presso la facoltà di Scienze
Politiche di Bologna, indirizzo politico-sociale con
una tesi che ha approfondito gli aspetti culturali ed
organizzativi del progetto Economia di Comunione. Posso
senz'altro dire che la mia tesi di laurea non è
rimasta chiusa in un cassetto e che ha scatenato una
reazione a catena nella mia vita conducendomi alla attuale
professione di consulente nell’ambito delle risorse
umane e della formazione.
Tale scelta professionale è particolarmente maturata
dopo un viaggio fatto in Brasile nel 2001 con la scopo
di conoscere il contesto socio-culturale che ha suscitato
il progetto di Economia di Comunione e il Polo Industriale
Spartaco. In quell’occasione ho incontrato gli
imprenditori delle aziende che fanno parte del Polo
brasiliano e molte persone che hanno contribuito alla
sua nascita e sviluppo.
In quei giorni ho colto il progetto dell’Economia
di Comunione nella sua completezza: cioè come
il Polo svolgeva una funzione sociale per il contesto
in cui era inserito, e accanto alla cittadella Ginetta
contribuiva con la sua vita economica alla formazione
di “uomini nuovi” distribuendo nello stesso
tempo gli utili raccolti per i poveri delle favelas
che erano lì presenti a due passi. Mi ha particolarmente
colpito un imprenditore che ha detto: “Nella realtà
dell'Economia di Comunione non c'è un modello
già fatto; lo dobbiamo ogni giorno creare con
la nostra vita, perché non è un'attività
ma uno stile di vita, sempre frutto del lavoro duro,
della ricerca di un cammino, e…allora Dio interviene”.
In quel tempo ero già socia della Gm&p e
questa esperienza rafforzò in me l’intenzione
di continuare e sviluppare questa professione anche
per la possibilità che rappresentava di poter
contribuire, un giorno, alla realtà del Polo
Lionello.
Giovanni:
Come azienda ci rivolgiamo a piccole e medie imprese
e, attraverso la valorizzazione di una cultura aziendale
incentrata su relazionalità ed efficienza, cerchiamo
di rispondere alle loro necessità gestionali
con lo scopo di accrescerne la competitività
per raggiungere gli obiettivi organizzativi ed economici
che si prefiggono
Per questo ci adoperiamo per elaborare e attuare progetti
di consulenza e formazione, per cercare di coniugare
tecnica e cultura della reciprocità, iniziando
a farne esperienza tra noi. Non è semplice, perché
siamo cinque teste con personalità e percorsi
formativi e professionali differenti, abituati ciascuno
ad essere un po’ “protagonista”.
Cosa significa concretamente? Comporta lo sforzo di
ciascuno a saper perdere le proprie idee davanti alla
soluzione che risulta dal lavoro insieme mettendo in
discussione i propri metodi oltre che atteggiamenti,
rimanendo aperti ai suggerimenti e alle critiche degli
altri. A volte, d i fronte a discussioni anche animate,
si cerca di custodire quell’armonia che ciascuno
di noi sente come il valore più prezioso.
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