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Per quanto riguarda gli strumenti che il Signore suscita,
nel caso dell'Economia di Comunione, sareste soprattutto
voi, imprenditori.
Ma solo ad un patto: che non voi agiate, non voi vi
dedichiate, ma che lasciate Gesù operare in voi.
Solo Egli, infatti, è capace di fare un'opera
che possa dirsi "di Dio".
E quando si potrà dire che non siamo più
noi a vivere, ad agire, ma è Cristo in noi? Questo
miracolo, questa trasformazione avviene allorché
l'elemento "amore" prende il sopravvento in
noi, domina nelle nostre persone. Perché, se
amiamo. Gesù è in noi con la sua luce,
come nostra guida.
Naturalmente l'amore, per cui Gesù vive in noi,
è un amore speciale. Lo sappiamo. Lo conoscono
anche i nostri gen 4, che hanno scritto le sue esigenze
sulle facce di un dado.
Ma è bene ripeterlo e ripeterlo e ripeterlo ancora,
perché, pur sapendolo, non è mai abbastanza
messo in pratica.
Icona, modello di quest'amore è Gesù,
che ha vissuto di persona quella sua parola: "Nessuno
ha un amore più grande di questo: dare la vita
per i propri amici" (Gv 15,13).
Domanda, quest'amore, anche a noi, d'essere pronti a
morire, almeno a noi stessi, di fronte ai fratelli,
immedesimandoci con le loro sofferenze, necessità
e gioie anche.
Domanda di essere pronti ad amare tutti senza discriminazioni,
come ha fatto Lui, che è morto per la salvezza
di tutti gli uomini e di tutte le donne, che furono,
sono e saranno.
E' difficile, ma con la sua grazia, è possibile.
Quest'amore richiede ancora da noi l'iniziativa: dobbiamo
amare per primi, senza aspettare d'essere amati. Dio
ci ha amato proprio così. Noi, peccatori, non
eravamo certo in condizione di cominciare ad amarLo.
E, ancora, occorre amare in maniera concreta e non col
solo sentimento o a parole. Gesù lo ha fatto
dandoci addirittura la vita e superando per noi l'abissale
prova dell'abbandono del Padre.
Egli, amando noi, e in questo modo, ci ha insegnato
così ad amarci l'un l'altro e ad adempiere quel
suo tipico comandamento che dice: "Amatevi a vicenda
come io ho amato voi" (cf Gv 15,12).
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