| "Sono nato in
una famiglia benestante di Bari.
Vedendo che non tutti stavano bene come noi, mi sono
posto, fin da piccolo, queste domande: perché
la povertà? perché la disuguaglianza?
Man mano che crescevo, crescevano anche questi quesiti,
fino ad esigere una risposta. (...) Dopo aver cercato,
senza trovarla, (...) una risposta “teorica”
a queste domande, mi sono chiesto se ci fosse qualcuno
che stesse dando una risposta “pratica”
al “mio” problema. E' stato così
che, conosciuta l'esperienza del Movimento dei Focolari,
mi sono imbattuto nell’Economia di Comunione.
In essa ho trovato una risposta possibile, non teorica,
ma molto concreta.
Volevo subito contribuire in prima persona alla diffusione
della cultura nuova dell’EdC, ma non essendo un
imprenditore, mi sono chiesto cosa potessi fare. Così
ho iniziato, nel mio piccolo, a vivere la cultura del
dare e a mettere in comune i miei beni con altri giovani
del Movimento. Però avevo sempre in cuore il
desiderio di partecipare direttamente all’EdC.
Un giorno mio padre, avendo vinto una causa di lavoro,
volle regalare a me quella cifra: 10 milioni di lire.
Era il periodo di lancio del Polo Lionello e quella
era la mia occasione per dare, finalmente, il mio contributo
al progetto EdC. Così sono diventato azionista
della EdiC s.p.a., comprando 100 azioni, per un valore
totale, appunto, di 10 milioni di lire.
Nel tempo, sentivo crescere il desiderio di capire fino
in fondo i principi che sono alla base di quest’esperienza.
Trovandomi al termine del percorso di studi universitari
in Scienze Religiose, dovendo affrontare la preparazione
della tesi, ho deciso di dedicarla a questa ricerca.
La tesi è intitolata "La comunione dei beni:
dalla primitiva comunità cristiana, al mercato
economico e all’Economia di Comunione". E’
stato un lavoro appassionante, che mi ha spalancato
prospettive nuove sui temi della povertà e della
ricchezza, dell’economia e della condivisione.
Ma, si sa, dove c’è una laurea c’è
anche una festa di laurea, e dove c’è una
festa ci sono anche i regali… Mi sembrava veramente
‘stonato’ ricevere regali su regali, quando
in fondo non mi mancava niente. Così ho posto
il “problema” ai miei amici (...) "Se
con i soldi destinati ai regali comprassimo le azioni
del Polo, potremmo aiutare non solo una volta, ma per
sempre, qualcuno che ne ha bisogno". Abbiamo fatto
sapere ad amici e parenti la nostra idea. Quasi tutti
hanno aderito all'invito e sono stati felici di poter
essere coinvolti in questa gara d’amore. Alla
fine abbiamo messo 2.600 euro, cioè altre 52
azioni!
Per il momento non posso, come vorrei, donare anche
il mio lavoro per l’EdC, ma intanto mi sento anch’io,
come gli imprenditori, pienamente costruttore di un
così grande progetto!"
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