| "Quando è nata l’Economia di Comunione
ho vissuto momenti di grande entusiasmo, senza capire
da subito il cambiamento che richiede a chi vuole aderirvi.
Poiché non sono un imprenditore, ripetutamente
mi sono chiesta cosa potessi fare, perché avevo
il desiderio di diventare parte attiva di questo progetto.
Subito dopo il lancio dell’ economia di comunione
i brasiliani, primi pionieri, realizzatori attenti delle
parole di Chiara, danno vita alla costituzione di una
società ad azionariato diffuso che raccoglie
i capitali per costruire il Polo Spartaco; mi sento
interpellata e capisco che è il momento della
concretezza: divento socia dell’ESPRIT con quel
poco di cui dispongono in quel momento.
Proprio alcuni giorni fa ho ricevuto una letterina,
dove sono messa al corrente della società anche
in relazione alla situazione economica del paese.
Sperimentare l’amore che ritorna, prendere coscienza
come quanto dato è stato messo a frutto mi fa
risuonare la frase del vangelo.” Signore mi hai
dato 5 talenti, ecco ne ho guadagnati altri 5”.
Nel frattempo maturo sempre più fortemente che
quando possiedo dei miei risparmi non è accumulo,
ma previdenza e voglio sovvenire alle necessità
di chi non è ancora produttivo oppure di persone
che non possono più produrre ricchezza. E poi,
ancora, i beni vanno considerati come patrimonio da
amministrare per il bene di tutti.
Si fa in me sempre più incalzante il desiderio
di vedere la nascita di una azienda di Economia di Comunione
dove io possa investire i miei risparmi, vederla crescere,
sviluppare, godere di quanto frutta per poterlo condividere.
Quando a maggio del 2001 Chiara ha proposto la nascita
del Polo imprenditoriale a Loppiano ho visto realizzate
le mie attese, finalmente posso partecipare anche in
prima persona a questa proposta di “vita nuova”.
Così mi sono messa a fare tutti i conti per vedere
quante azioni potevo acquistare, voglio dare il mio
tutto, e per non correre il rischio di lasciarmi frenare
da ragionamenti o da paure subito mando la mia proposta
di adesione.
Partecipo alla costituzione della società e vedo
che il mio sogno comincia a realizzarsi.
Come dono inaspettato entro a far parte del consiglio
d’amministrazione."
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